Chiusura in bellezza del 2017 per la Givova Scafati, che sconfigge 80-75 la Remer Treviglio al PalaMangano nell’ultima giornata dell’anno solare, quattordicesima di andata del girone ovest del campionato di serie A2. Ma quanta fatica per gli uomini del presidente Rossano, che hanno dovuto sudare le proverbiali sette camicie, prima di poter protendere le braccia al cielo. A discapito della classifica, i lombardi sono rimasti in partita fino alla fine, hanno messo in seria apprensione la squadra di casa, sebbene in alcuni tratti della contesa si siano notevolmente trovati sotto nel punteggio. Alla fine si è imposta la squadra che ha mostrato di avere qualcosa in più sia sotto il profilo tecnico, mentale che fisico. I due stranieri di Scafati iniziano la sfida col piede giusto, realizzando i primi nove punti della propria squadra (9-2 al 3’). Salgono in cattedra anche Santiangeli e Spizzichini (14-2 al 4’) e, grazie ad una difesa arcigna, in meno di un amen i padroni di casa frappongono un burrone tra loro e gli avversari (21-04 al 6’). Voskuil fa tutto il possibile per rimettere i suoi in carreggiata, trova manforte in Pecchia, Marino e Rossi, riuscendo lentamente ad accorciare le distanze, complice qualche disattenzione difensiva gialloblù (25-19 al 9’), prima di chiudere sotto 27-19 la prima frazione. Capitan Rossi fa la voce grossa e rimette in discussione la partita (27-24 al 12’), che a questo punto cresce di intensità, con rapidi capovolgimenti di fronte e giocate spettacolari. La Givova è comunque brava a non perdere la testa della sfida e a conservare un discreto margine di vantaggio (36-27 al 17’), grazie anche agli uomini provenienti dalla panchina (bene Ranuzzi e Pipitone), e a raggiungere gli spogliatoi avanti 44-34. Dagli spogliatoi rientra in campo un capitan Crow concentratissimo, che fa da traino per i suoi compagni (52-34 al 23’; 57-38 al 24’). I padroni di casa gestiscono ogni possesso con autorevolezza, in difesa chiudono ogni spiraglio, cercando sempre la migliore soluzione possibile, grazie anche alla lucida regia di Lawrence (63-40 al 29’). Con la Remer che si gioca la carta della difesa a zona, il terzo periodo si conclude 66-46. Il mutamento di difesa, che prosegue anche nell’ultimo quarto, sortisce effetti positivi per i viaggianti (69-53 al 32’; 73-59 al 34’), tanto da costringere coach Perdichizzi a fermare il cronometro. La strigliata non sortisce gli effetti desiderati, perché le polveri bagnate di Scafati dalla lunga e media distanza, unita alla ritrovata verve dei biancoblù, costringono il tecnico di casa a chiamare un altro timeout, mentre il tabellone elettronico segna 73-65 al 37’ (bene Rossi). Ma ormai in campo c’è una sola squadra, quella ospite (bene Douvier), che approfitta del calo mentale del team salernitano ed assottiglia il margine di distacco (75-71 al 38’). I locali però non mollano, si risvegliano dal torpore e riescono a tenere il naso avanti fino al suono della sirena (80-75). Dichiarazione di coach Giovanni Perdichizzi: «Prendiamo per buoni 30’ abbondanti di partita, poi, in virtù del vantaggio acquisito, ci siamo un po’ spenti, anche per merito di Treviglio, che si è disposta a zona quando avevamo in campo un quintetto atipico. Abbiamo comunque avuto la freddezza di gestirla al meglio, soprattutto nelle battute conclusive. Treviglio, a discapito della sua classifica, è una buonissima squadra, ha un attacco molto fluido, che siamo riusciti a limitare, difendendo bene su Rossi e Marino. Tant’è che hanno recuperato lo svantaggio proprio quando entrambi erano in panchina ed i giovani hanno preso fiducia, giocando in maniera disinvolta e sbarazzina. Noi abbiamo dimostrato di meritare la classifica che abbiamo e probabilmente ci manca anche qualche partita, come quella persa a Latina con un tiro da dieci metri sulla sirena o quella di Tortona dove ci hanno annullato un tiro da tre validissimo (come testimoniano le immagini) o ancora quella di Rieti persa al supplementare, senza contare la sconfitta interna contro Biella quando abbiamo giocato senza Miles, appena squalificato. Siamo ancora in corsa per le Final Eight, anche se la vedo complicata, ma abbiamo due partite da giocare ed una vittoria a Legnano ci potrebbe far sperare nella qualificazione alla fase finale della Coppa Italia. Lawrence si sta inserendo sempre meglio nel nostro tessuto di gioco. A Tortona ha testato cosa significa scendere in campo in trasferta, infatti hanno difeso su di lui con le mani addosso: ne ha tratto sicuramente insegnamento, tant’è che stasera ha mostrato maggiore personalità e prolificità».

It's only fair to share...Share on Facebook
Facebook
Share on Google+
Google+
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin