Si è infranto a 2’’ dalla fine il sogno della Givova Scafati di conquistare la sua terza vittoria esterna stagionale. Un canestro da oltre otto metri di Laganà ha chiuso infatti definitivamente la sfida sul 74-73, condannando i gialloblù alla terza sconfitta in otto giornate di questo campionato di serie A2 (girone ovest). E’ stata una partita dai due volti quella del PalaBianchini, dove i campani sono stati sotto anche di venti lunghezze prima dell’intervallo, per poi riuscire a recuperare lentamente il passivo e a mettere addirittura il naso avanti prima della sirena conclusiva, in prossimità della quale è arrivato il canestro che ha deciso la contesa in favore dei laziali. Le percentuali al tiro dalla lunetta (61% contro 100%) e da tre punti (17% contro 36%) hanno sicuramente condizionato il risultato finale dell’incontro che, forse, con una prima parte più accorta ed organizzata, non avrebbe permesso ai locali di conquistare quel vantaggio che, nell’economia finale del match, ha pesato come un macigno, a prescindere dall’errore dei singoli che, in determinati contesti e nelle vibranti fasi finali, può anche starci. Raymond ed Hairston hanno un impatto veemente con la sfida, si atteggiano a protagonisti e fanno da traino per i compagni, che in attacco sfoggiano una buona transizione ed in difesa un’ottima organizzazione. La Givova resta basita, i suoi principali terminali offensivi latitano e si lascia surclassare dall’avversario, avanti 15-4 al 4’. Le distanze vengono poi conservate fino al termine della prima frazione (23-11), di fronte all’inerzia della formazione ospite. I gialloblù, spronati da coach Perdichizzi, provano a cambiare atteggiamento, ma, complice i tre falli di Ammannato, non riescono a contenere Laganà, Allodi e compagni, bravi ad ampliare la forbice del divario (34-14 al 14’). Capitan Crow prova ad alzare l’asticella dell’attenzione (36-21 al 15’), seguito a ruota da Sherrod (38-25 al 18’). Ma non basta a contenere Latina ed in particolare lo strapotere di Hairston sotto i tabelloni. Così, si va al riposo sul punteggio di 44-31 in favore dei locali, che tengono in pugno la contesa, nonostante il ritrovato atteggiamento positivo dei viaggianti nei minuti che precedono l’intervallo. La ripresa delle ostilità vede sempre protagonista la Benacquista, che trova in Laganà il suo principale terminale offensivo, mentre, sul fronte opposto, i centri di Miles, Sherrod e Ranuzzi permettono ai campani di restare in partita (58-48 al 26’). Aumentando esponenzialmente intensità e grinta, la Givova riesce a far calare le percentuali realizzative dei padroni di casa, mentre in attacco sono Miles e Ranuzzi a fare la voce grossa e a chiudere la terza frazione sotto 61-57, tenendo aperta la contesa. Non bisogna attendere troppo per il primo vantaggio ospite, perché Miles e Romeo realizzano i canestri che valgono il 61-62 al 32’. Da questo momento innanzi la sfida prosegue equilibrata, con i viaggianti leggermente avanti (66-68 al 35’; 69-70 al 37’; 69-73 al 38’; 71-73 al 39’), grazie anche all’uscita dal campo per raggiunto limite di falli di Hairston prima ed Allodi poi, tra le fila locali. Tutto lascia presagire il meglio, quando però Spizzichini si macchia di un fallo in attacco a 20’’ dalla fine, regalando ai locali il possesso che vale poi il 74-73 finale, grazie ad una tripla da distanza siderale di Laganà, che impone la parola fine sul match. Dichiarazione del capo allenatore Giovanni Perdichizzi: «E’ stato un peccato perdere la sfida per un canestro a 2’’ dalla fine, dopo aver disputato un secondo tempo fatto di aggressività, determinazione e cuore, risalendo dal -20 dei primi due quarti fino ad andare addirittura avanti nel punteggio. Nel finale, qualche tiro libero sbagliato e qualche ingenuità difensiva ci hanno condannato alla sconfitta, che è il frutto non solo del canestro di Laganà, ma anche di una serie di errori commessi negli ultimi minuti e soprattutto nei primi due quarti, nei quali abbiamo giocato senza aggressività e senza intensità, esponendoci al contropiede di Latina. I secondi due quarti sono però stati molto convincenti, di grande intensità difensiva, organizzati in attacco. Dispiace molto per come è finita, ma abbiamo comunque lottato fino alla fine, pur non disputando una delle nostre migliori partite»

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