Sorriso, fiducia ed ottimismo campeggiano nuovamente insieme sui volti, nell’animo e negli spogliatoi e spalti del PalaMangano. La vittoria conquistata dalla Givova Scafati ai danni della Moncada Agrigento ha avuto un effetto benefico in tutto l’ambiente gialloblù, sia perché è arrivata contro una diretta concorrente per le prime posizioni della classifica del girone ovest, sia perché è stato superato uno dei migliori e meglio allenati collettivi dell’intera serie A2. Non senza qualche difficoltà, dettata dal valore dell’avversario, la truppa scafatese ha mostrato i denti e meritato il successo, strappando gli applausi del pubblico del PalaMangano, il cui calore ed affetto è stato un valore aggiunto al successo della squadra, che continua la sua marcia di avvicinamento ai play-off. Inizia di gran carriera la sfida di Sherrod, autore dei primi otto punti targati Givova (8-4 al 3’). L’intensità ed il ritmo crescono con il trascorrere dei minuti, con i locali sempre avanti nel punteggio (11-5 al 6’). La risposta dei viaggianti è nelle mani calde di Zugno e Williams, che spingono ed annullano il gap (13- al 8’). L’ingresso in campo di Ammannato, Romeo, Pipitone e Ranuzzi rigenera le energie dei padroni di casa, che allungano nuovamente sull’avversario, fino al 21-16 di fine primo quarto. Ambrosin (due triple consecutive) e Pepe rimediano in avvio di seconda frazione, ribaltando il risultato (23-24 al 14’), agevolati da qualche errore in fase di impostazione e di conclusione dei locali. Sale in cattedra Miles, che realizza dalla lunga distanza e, con l’ausilio di Ranuzzi, rilancia le ambizioni della propria squadra (31-26 al 16’). La Fortitudo però non crolla e si mantiene aggrappata all’avversario (37-35 al 19’), raggiungendo l’intervallo sotto 42-38. Spizzichini realizza il primo canestro della ripresa, prima che le redini del match passino momentaneamente nelle mani dei viaggianti, che, grazie alla difesa aggressiva ed alla concretezza in attacco, ribaltano il punteggio (44-47 al 25’). I locali capiscono che è arrivato il momento di alzare la voce e trovano in Ammannato il proprio trascinatore, così riuscendo a rimettere il naso avanti (52-50 al 28’) e chiudendo in crescendo la terza frazione (57-54). La difesa arcigna e gli automatismi offensivi consentono a capitan Crow e compagni di acquistare fiducia col trascorrere dei minuti, stringendo così alle corde l’avversario e guadagnando un buon margine di vantaggio (64-56 al 32’), che viene poi ulteriormente rimpinguato da Sherrod, Ranuzzi e Spizzichini (75- 62 al 35’), tra gli applausi del PalaMangano. Gli isolani escono lentamente di scena, mentre il pallino del gioco resta nelle mani della compagine dell’Agro, che gestisce con sapienza fino al 83-76 finale. Dichiarazione di coach Giovanni Perdichizzi: «Agrigento è un’ottima squadra, è venuta a Scafati con in classifica i nostri stessi punti e sapevamo a quali difficoltà saremmo andati incontro. E’ una squadra vera, che gioca allo stesso modo durante tutto l’arco della partita ed anche contro di noi lo ha dimostrato. Dovevamo essere abili a leggere le loro situazioni di gioco offensivo e lo abbiamo fatto molto bene, contro il migliore attacco del campionato (82 di media a partita), che, fino ad un minuto e mezzo dalla fine, eravamo riusciti a tenere a soli 69 punti, prima di uscire mentalmente dalla partita e giocare con leggerezza, complicandoci le cose. Abbiamo disputato una partita vera, intensa, abbiamo alternato vari quintetti e trovato più equilibrio con quello che ha terminato la sfida, segnando parecchi punti e superando una diretta concorrente: circostanza questa che ci permette di guardare avanti con ottimismo e fiducia. Domenica affronteremo la quinta trasferta delle prime otto giornate e poi avremo un calendario sicuramente migliore, nel quale dovremo farci trovare pronti, consapevoli che ci attende un campionato lungo, per il quale occorre migliorarci partita dopo partita. Ammannato e Ranuzzi li ho visti in ripresa, Romeo ci ha dato una mano importante, Sherrod si è fatto sentire per tutti e 40’ e, nel complesso, abbiamo fatto tutte quelle cose che occorrevano per aggiudicarci la contesa. Peccato solo per quell’ultimo minuto e mezzo, nel quale non abbiamo giocato allo stesso modo, abbiamo permesso agli avversari di ridurre le distanze, a discapito della differenza canestri che, alla lunga, potrebbe anche penalizzarci. Il PalaMangano sta diventando il nostro fortino e questo è un fattore fondamentale. Fuori casa, tranne alcuni minuti a Reggio Calabria, abbiamo giocato alla pari contro tutti, stiamo recuperando i vari acciaccati e guardiamo al futuro con sempre maggiore ottimismo»

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